Dal 27 al 29 novembre 2025 si è svolto a Parigi il convegno «Eredità e orizzonti per la teologia ortodossa del XXIº secolo», per celebrare il centenario dell’Istituto di teologia ortodossa (ITO) San Sergio, con più di 150 partecipanti (di cui 70 a distanza). Questo convegno internazionale ed ecumenico, che ha riunito 34 relatori nell’arco di tre giorni, si proponeva di mettere in luce il rinnovamento teologico e spirituale avviato dall’ITO nel XXº secolo, aprendo al tempo stesso una riflessione sulle prospettive future della teologia ortodossa nel XXIº secolo. Mentre le prime due giornate erano dedicate a una rilettura della storia dell’Istituto, alle testimonianze di alcuni ex studenti e ai contributi dell’ITO nei diversi ambiti teologici, l’ultima giornata è stata dedicata all’inserimento dell’ITO nella vita quotidiana della Chiesa e alla testimonianza nella società contemporanea.
Giovedì 27 novembre alle 13.15 il convegno è stato aperto dalle parole di benvenuto del metropolita Giovanni di Dubna, cancelliere dell’ITO, che ha auspicato che l’incontro non si limitasse a celebrare il passato e il presente, ma si aprisse al futuro continuando a diffondere la teologia ortodossa e a riflettere con le altre tradizioni cristiane sulle questioni nuove della società postmoderna. Il decano dell’ITO, Michel Stavrou, nella sua conferenza inaugurale intitolata «Il miracolo di San Sergio: un secolo di lavoro teologico», ha ricordato il contesto storico della nascita dell’Istituto, poi lo spirito e l’evoluzione della sua formazione teologica, l’irradiamento dell’ITO nell’Ortodossia e oltre, e infine il suo contributo significativo alla società francese, in cui è inserito da un secolo. «Abbiamo il dovere, ha concluso, di proseguire le nostre missioni nello spirito di libertà e di rigore trasmessoci dai nostri predecessori.»
La 1ª sessione del convegno, intitolata «Le grandi tappe della storia dell’Istituto», ha proposto una rilettura illuminata e sintetica della storia secolare dell’ITO, strutturata in 3 periodi: 1) «Fondazione e primi decenni dell’Istituto (1925-1945)» (Antoine Nivière), 2) «Espansione e apertura internazionale dell’Istituto (1945-1976)» (Oleg Kobtzeff), e 3) «Radicamento dell’Istituto nella diversità occidentale e apertura della Cortina di ferro (1976-2020)» (Cyrille Sollogoub). La 2ª sessione, dedicata ad alcune figure di spicco della storia dell’Istituto, ha dato luogo a una serie di interventi stimolanti: 1) «P. Sergio Bulgakov, Georgij Fedotov, P. Basilio Zenkovskij» (Daniel Struve), 2) «Madre Maria Skobcova, Paul Evdokimov, P. Nicola Afanas’ev» (Antoine Arjakovsky), 3) «Mons. Cassiano (Bezobrazov), P. Nicolas Koulomzine, P. Alexis Kniazeff» (P. Nicolas Cernokrak, Françoise Jeanlin), «Olivier Clément, P. Nicolas Lossky, P. Boris Bobrinskoy» (Bertrand Vergely). Una funzione di ringraziamento è stata poi celebrata nella chiesa dal cappellano dell’Istituto, P. Anatole Negruta, con il coro dell’ACER, alla presenza di mons. Joseph (Metropolia romena d’Europa occidentale) e di mons. Ignace (Patriarcato di Antiochia). Quindi la mostra del Centenario dell’Istituto (con i suoi 25 pannelli) è stata presentata da Cyrille Sollogoub, vicepresidente dell’ACER-MJO. La serata si è conclusa con un cocktail.
Venerdì 28 novembre al mattino, la 3ª sessione, «Recepire la sofiologia e la sintesi neopatristica», è stata dedicata a rileggere l’opera di P. Sergio Bulgakov (Michel Grabar, Barbara Hallensleben, Regula Zwahlen), e poi a riflettere sul senso della riscoperta dei Padri (Guillaume Bady, Stavros Yangazoglou). Nel pomeriggio, la 4ª sessione, «Alcuni contributi dell’eredità teologica da trasmettere», proponeva interventi di bilancio sulla teologia liturgica (P. André Lossky), l’ecclesiologia (Joost van Rossum), il diritto canonico (mons. Grigorios Papathomas) e l’impegno ecumenico (Julija Naett Vidovic). Un intervento sull’«irradiamento di San Sergio in America» (Alex Tudorie) ha chiuso la sessione. Dopo l’ufficio dei Vespri, una tavola rotonda moderata da Oleg Kobtzeff ha permesso di ascoltare le testimonianze ricche e commoventi di Nathalie Schmemann, ex amministratrice dell’Istituto, e di alcuni ex studenti presenti: mons. Séraphin (Joanda), attuale metropolita di Germania, il sig. Apostolos Apostolidis, il sig. Sharif Bujanda, P. André Kuzma, P. Alexandre Sadkowski e la sig.ra Marie Stachowitsch. La serata si è conclusa con la proiezione in anteprima di un nuovo film sull’Istituto, realizzato da P. Jivko Panev e Alexis Vozniuk.
Sabato 29 novembre, la mattinata era dedicata alla 5ª sessione sulle prospettive future della teologia ortodossa nel XXIº secolo. Dopo un intervento che presentava le «grandi sfide contemporanee» (Pantélis Kalaïtzidis), sono state affrontate successivamente le questioni ecclesiologiche (P. André Kuzma), l’etica del soggetto postmoderno (P. Basile Thermos), le sfide ecologiche (Elizabeth Theokritoff) e lo slancio missionario (Thanassis Papathanassiou). Nel pomeriggio, due tavole rotonde dovevano affrontare l’impegno dell’Istituto.
La prima tavola rotonda, «L’ITO San Sergio e la vita della Chiesa ortodossa in Francia», moderata da Julija Naett Vidovic, ha riunito mons. Giovanni di Dubna, mons. Marc (Alric), P. Marc Génin, P. Emmanuel Lomuller, Georgiana Huian e Michel Stavrou. Quattro orientamenti prioritari sono stati individuati per il futuro: 1) elaborare un programma di formazione dei catechisti in partenariato con l’AEOF; 2) istituire un ciclo di formazione permanente destinato al clero e ai responsabili parrocchiali; 3) creare un percorso dedicato ai nuovi modi di comunicazione applicati alla teologia e alla spiritualità ortodosse; 4) costituire un comitato di collegamento tra gli istituti di teologia ortodossa dell’Europa occidentale e l’AEOF, volto a coordinare le priorità pastorali e le offerte formative.
La seconda tavola rotonda, «Formare nuove generazioni di teologi», moderata da Sophie Stavrou, riuniva Matthieu Sollogoub (ACER-MJO), Nicolas Tirrier (Nepsis-France), Stavros Yangazoglou (Università di Atene), Nicolas Cochand (IPT), Anne-Sophie Vivier-Muresan (ICP). Per far scoprire la teologia ai giovani e suscitarne il desiderio, sono state proposte alcune piste: 1) contribuire a rivalutare questi studi agli occhi della società, 2) integrare la teologia in percorsi multidisciplinari, 3) moltiplicare i modi e i luoghi di formazione, lasciando al tempo stesso spazio a una lenta maturazione spirituale.

Per concludere questi tre giorni di convegno, segnati dalla gioia degli incontri, dalla condivisione di una memoria comune rivisitata e da una riflessione prospettica sul futuro della teologia ortodossa, il decano Michel Stavrou ha invitato a inaugurare il secondo centenario della storia dell’Istituto San Sergio con gratitudine, umiltà e speranza. Gli Atti del convegno saranno pubblicati nella nuova rivista elettronica dell’Istituto che sarà lanciata nel 2026.
