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11 Marzo 2022

Lettera aperta a Sua Santità Cirillo Patriarca di Mosca

L’arcivescovo

Numero di protocollo: 2022.010

Parigi, 09 marzo 2022

 

Vostra Santità,

In questi giorni bui in cui infuria la guerra in mezzo all’Europa a seguito dell’intervento militare della Federazione Russa in Ucraina, permettetemi di trasmettervi lo sgomento dell’intera Arcidiocesi e la nostra totale solidarietà alle vittime di questo conflitto.

I guai e il disordine causati in tutto il mondo da questo violento attacco non hanno risparmiato la comunità ortodossa dell’Europa occidentale e soprattutto l’arcidiocesi delle parrocchie ortodosse di tradizione russa nell’Europa occidentale, che riunisce fedeli di tutte le origini. La nostra stessa unità è minacciata dalla situazione che si è così creata. I nostri fedeli si aspettano che i loro pastori portino la voce della Chiesa e un messaggio evangelico di pace.

Abbiamo appreso con emozione dell’appello rivolto a voi dai membri del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa ucraina, chiedendovi di intervenire presso le autorità politiche della Federazione Russa affinché questo bagno di sangue si fermi.

A nome di tutti i fedeli della nostra Arcidiocesi, mi rivolgo a voi affinché alziate la vostra voce come Primate della Chiesa Ortodossa Russa contro questa guerra mostruosa e insensata e per intercedere presso le autorità della Federazione Russa affinché al più presto cessi questo conflitto assassinio, che fino a poco tempo fa sembrava impensabile tra due popoli e due nazioni unite da secoli di storia e dalla loro comune fede in Cristo.

Santità, nella vostra « omelia » per la domenica del perdono, pronunciata nella Cattedrale patriarcale di Cristo Salvatore il 6 marzo, voi sotintendete giustificare questa guerra di aggressione crudele e omicida come « una battaglia metafisica », in nome del « diritto di stare dalla parte della luce, dalla parte della verità di Dio, di ciò che la luce di Cristo ci rivela, la sua parola, il suo Vangelo…” .

Con tutto il rispetto che vi è dovuto, e dal quale non mi allontano, ma anche con infinito dolore, devo portare alla vostra attenzione che non posso sottoscrivere una tale lettura del Vangelo. Nulla potrà mai giustificare che i “buoni pastori” che dobbiamo essere, debbano cessare di essere “artigiani di pace” e che qualunque siano le circostanze.

Santità, umilmente, con il cuore pesante, la prego di fare tutto il possibile per porre fine a questa terribile guerra che sta dividendo il mondo e seminando morte e distruzione.

† Il metropolita GIOVANNI di Dubna,
Arcivescovo delle Chiese ortodosse di tradizione russa in Europa occidentale