Domenica 26 ottobre 2025, Sua Eminenza il metropolita Giovanni di Dubna si è recato alla parrocchia del Cristo Salvatore ad Asnières accompagnato dal protodiacono Jean Drobot, dal suo segretario particolare e dai suoi accoliti, i lettori Antoine Kadar e Pierre Benic.
La celebrazione dell’icona rinnovata custodita nella chiesa di Asnières era stata rinviata a questa data affinché monsignor Giovanni potesse presiedervi la Divina Liturgia.
È stato accolto solennemente dal sacerdote Serge Ciolkovitch, rettore della parrocchia, e dal diacono Constantin Starynkevitch. Il coro era diretto dal lettore Cyrille Vassilieff, direttore del coro della parrocchia.
Al piccolo ingresso monsignor Giovanni ha elevato il sacerdote Serge al rango di arciprete e gli si è rivolto con queste parole:
«Caro padre Serge,
oggi vogliamo onorarvi con il titolo di arciprete, con la croce d’oro e il diritto di portare il kamilavkion, perché siamo così felici della vostra presenza qui. Credo che tutti i parrocchiani si uniscano a me per ringraziarvi della vostra presenza così buona, così pastorale, così attenta all’ascolto, così pacifica in questa parrocchia che servite con amore e generosità. Perciò la Chiesa vuole dirvi grazie con queste piccole cose. Ma Essa riconosce che siete un buon servitore dell’altare del Signore. E vi ringrazia. Vi dice «Axios», siete degno, e siamo felici di conferirvi il titolo di arciprete, affinché possiate continuare il vostro ministero con sempre tanta forza, amore e semplicità».
Dopo la lettura del Vangelo, che riguardava la parabola del seminatore, monsignor Giovanni ha pronunciato l’omelia e ha invitato ciascuno di noi a interrogarsi per sapere se siamo stati la buona terra che ha ricevuto il seme, cioè la parola di Dio, e se nel corso della nostra vita abbiamo migliorato il terreno che ha accolto questa parola, per far crescere il buon grano dell’amore di Dio che possiamo condividere e distribuire nella nostra vita, innestata su Cristo, in relazione a quanto dice l’apostolo Paolo: «non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me». L’Arcivescovo ha sottolineato la lotta che conduciamo affinché questa parola metta radici nel nostro cuore, nella nostra anima e in tutta la nostra vita.
Al termine della Liturgia, dopo aver pronunciato il congedo, il metropolita Giovanni ha decorato il lettore Cyrille Vassilieff con l’ordine di Sant’Alessandro Nevskij, la più alta onorificenza dell’Arcidiocesi, in ringraziamento per i numerosi anni trascorsi al servizio della parrocchia, di cui dirige il coro dal 1988.
Durante le agapi, padre Serge ha ringraziato monsignor Giovanni per la sua sollecitudine arcipastorale, e parimenti il protodiacono Jean Drobot, il segretario dell’Arcivescovo e gli accoliti, i lettori Antoine Kadar e Pierre Benic, per la loro venuta e per la solennità che il loro servizio ha conferito alla celebrazione.
La parrocchia ha inoltre offerto a monsignor Giovanni un album che raccoglie la relazione presentata il 13 aprile 2024 nella chiesa di Asnières in occasione del cinquantesimo anniversario della dormizione del vescovo Metodio (Kuhlman) di Campania e delle varie altre occasioni in cui tale relazione era stata presentata. Queste manifestazioni erano state benedette e sostenute dal nostro Metropolita, ma purtroppo i suoi impegni non gli avevano permesso di prendervi parte.


