Carta patriarcale e sinodale «Gramota»
Noi, umile Cirillo, Patriarca di Mosca e di tutta la Russia per la misericordia di Dio, insieme a Loro Eminenze gli Arcipastori, membri del Santo Sinodo del Patriarcato di Mosca,
avendo esaminato il 14 settembre 2019 l’istanza presentata nello stesso giorno dall’arcivescovo Jean (Renneteau), con la quale, avendo indicato il desiderio della maggioranza del clero e delle parrocchie dell’Arcidiocesi delle chiese di tradizione russa in Europa occidentale di unirsi alla Chiesa ortodossa russa, egli ha chiesto di essere accolto nella giurisdizione del Patriarcato di Mosca insieme ai chierici e alle parrocchie che desiderano seguirlo,
guidati dalla sollecitudine pastorale verso i chierici e i laici dell’Arcidiocesi, che riunisce nella tradizione ortodossa russa i Russi e le popolazioni autoctone dell’Europa occidentale, la cui adesione all’ortodossia è stata resa possibile in gran parte grazie agli sforzi degli emigrati russi – pastori e teologi,
abbiamo deciso di accogliere Sua Eminenza l’arcivescovo Jean (Renneteau) nella giurisdizione del Patriarcato di Mosca, con il titolo «di Dubna», insieme a tutti i chierici sotto la sua autorità che lo desiderano e alle parrocchie che esprimeranno tale volontà, e di affidare all’arcivescovo Giovanni di Dubna la guida delle parrocchie sopra indicate;
avendo esaminato poi il 7 ottobre 2019 l’istanza adottata il 28 settembre 2019 dall’assemblea del clero dell’Arcidiocesi delle chiese di tradizione russa in Europa occidentale, presieduta dall’arcivescovo Giovanni di Dubna, con la richiesta di unire l’Arcidiocesi alla Chiesa ortodossa russa e di definirne l’organizzazione canonica in seno al Patriarcato di Mosca,
abbiamo stabilito che l’Arcidiocesi delle chiese di tradizione russa in Europa occidentale, erede dell’entità ecclesiale costituita in Europa occidentale nel 1921 con decreto del Santo Sinodo e del Consiglio Supremo della Chiesa riuniti congiuntamente sotto la presidenza di san Tichon, Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, la quale compie la sua missione di salvezza per l’insieme delle sue parrocchie, dei suoi monasteri e delle sue chiese così come stabilito dalle circostanze storiche, costituisce da questo giorno una parte inseparabile del Patriarcato di Mosca e opera al suo interno sulla base dei seguenti diritti:
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L’Arcidiocesi conserva le sue specificità pastorali e liturgiche, che fanno parte delle sue tradizioni.
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L’Arcidiocesi conserva le specificità storiche della sua amministrazione diocesana e parrocchiale, comprese quelle istituite dal metropolita Eulogio in considerazione delle particolarità dell’entità ecclesiale in Europa occidentale da lui guidata e tenendo conto di alcune decisioni del Concilio Panrusso di Mosca del 1917-1918.
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L’Arcidiocesi è amministrata secondo i suoi statuti, tenuto conto della legislazione dei paesi in cui opera.
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L’Arcidiocesi ha il diritto di introdurre modifiche e integrazioni in tali statuti secondo le disposizioni in essi previste, previa approvazione di tali modifiche e integrazioni con il patriarca di Mosca e di tutta la Russia e successiva conferma da parte del Santo Sinodo.
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L’Arcidiocesi riceve il santo crisma dal patriarca di Mosca e di tutta la Russia.
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L’Arcidiocesi è guidata da un gerarca diocesano con il titolo di arcivescovo, che assicura il legame canonico diretto tra il Patriarcato di Mosca e le comunità che compongono l’Arcidiocesi.
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Il gerarca diocesano dell’Arcidiocesi dispone della pienezza dei diritti gerarchici previsti dai canoni nei confronti dei monasteri, delle parrocchie e dei membri del clero appartenenti alla sua giurisdizione. In particolare, il gerarca diocesano dell’Arcidiocesi detiene il diritto esclusivo:
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a. di creare nuovi monasteri e parrocchie in seno all’Arcidiocesi;
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b. di concedere le dimissorie canoniche ai membri del clero dell’Arcidiocesi;
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c. di accogliere chierici nell’Arcidiocesi (tenendo conto delle norme in uso nel Patriarcato di Mosca per quanto riguarda il trasferimento dei chierici dalle diocesi situate sul suo territorio canonico verso le diocesi situate all’estero);
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d. di ordinare chierici per l’Arcidiocesi;
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e. di nominare e autorizzare a un servizio ecclesiastico qualsiasi chierico o laico soggetto alla sua giurisdizione arcipastorale;
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f. di eseguire le decisioni del tribunale ecclesiastico dell’Arcidiocesi;
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L’elezione del gerarca diocesano e dei vescovi vicari dell’Arcidiocesi segue le disposizioni seguenti:
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a. per l’elezione del gerarca diocesano il Consiglio dell’Arcidiocesi stabilisce un elenco preliminare di candidati dopo aver raccolto le proposte dei monasteri e delle parrocchie; per l’elezione dei vescovi vicari l’elenco è stabilito dal gerarca diocesano dell’Arcidiocesi, dopo aver consultato il Comitato episcopale e il Consiglio dell’Arcidiocesi;
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b. l’elenco preliminare di candidati è sottoposto al patriarca di Mosca e di tutta la Russia, che ha il diritto di apportarvi modifiche;
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c. il Consiglio dell’Arcidiocesi può sia inviare l’elenco di candidati ricevuto dal patriarca di Mosca e di tutta la Russia ai monasteri e alle parrocchie dell’Arcidiocesi, sia sottoporre un altro elenco al patriarca di Mosca e di tutta la Russia;
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d. dopo aver ricevuto l’elenco dei candidati, i monasteri e le parrocchie procedono all’elezione dei propri delegati conformemente agli statuti dell’Arcidiocesi;
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e. l’assemblea generale dell’Arcidiocesi, composta da tutti i membri del clero e dai delegati laici, procede all’elezione del vescovo conformemente agli statuti dell’Arcidiocesi;
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f. l’elezione del vescovo è confermata dal Santo Sinodo.
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Il nome del gerarca diocesano dell’Arcidiocesi è commemorato durante le celebrazioni in tutte le chiese dell’Arcidiocesi dopo il nome del patriarca di Mosca e di tutta la Russia. I nomi dei vescovi vicari sono commemorati durante le celebrazioni nelle chiese dell’Arcidiocesi, individuate con disposizione del gerarca diocesano dell’Arcidiocesi, dopo il nome del Patriarca di Mosca e di tutta la Russia e quello del gerarca diocesano dell’Arcidiocesi.
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I vescovi dell’Arcidiocesi sono membri del Concilio Locale e del Concilio dei Vescovi, mentre i rappresentanti dei chierici e dei laici dell’Arcidiocesi sono membri del Concilio Locale, dopo essere stati eletti secondo le regole in vigore.
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Il gerarca diocesano dell’Arcidiocesi partecipa alle sessioni del Santo Sinodo nel collegio dei membri temporanei, secondo le regole stabilite.
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Le decisioni del Concilio Locale e del Concilio dei Vescovi si impongono all’Arcidiocesi, mentre le decisioni del Santo Sinodo si applicano all’interno dell’Arcidiocesi in accordo con il patriarca di Mosca e di tutta la Russia, tenuto conto delle specificità della sua amministrazione.
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L’istanza d’appello contro le decisioni del tribunale ecclesiastico dell’Arcidiocesi è l’Alto Tribunale Ecclesiastico del Patriarcato di Mosca, mentre i procedimenti riguardanti i vescovi dell’Arcidiocesi competono all’Alto Tribunale Ecclesiastico e al Concilio dei Vescovi.
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L’Arcidiocesi conserva la sua autonomia finanziaria e gestisce i suoi beni mobili e immobili nell’ambito della sua personalità giuridica vigente e in accordo con la legislazione dei paesi in cui opera l’Arcidiocesi.
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I rapporti dell’Arcidiocesi con le autorità dello Stato sono definiti dal principio della separazione tra Chiesa e Stato, tenendo conto della legislazione di ciascun paese. Come sottolineato dal Concilio dei Vescovi del 2011, la partecipazione dei membri del clero alle campagne elettorali e alle lotte politiche è inammissibile. Pur restando fedele all’insegnamento della Chiesa ortodossa e rispettando i documenti dogmatici e pastorali fondamentali della Chiesa ortodossa russa, il clero dell’Arcidiocesi si esprime sulle questioni pastorali e sociali secondo il principio della libertà di coscienza che, come sottolineato dal Concilio Locale della Chiesa ortodossa russa del 2008, «è in accordo con la volontà divina quando difende l’individuo dall’oltraggio al suo mondo interiore e dall’imposizione con la forza di qualsiasi convinzione». (Fondamenti dell’insegnamento della Chiesa ortodossa russa sulla dignità, la libertà e i diritti dell’uomo, IV.3)
In conformità alle risoluzioni del Santo Sinodo del 7 ottobre 2019, sarà opportuno introdurre le necessarie modifiche negli statuti del Patriarcato di Mosca e nei documenti statutari dell’Arcidiocesi.
I gerarchi, i chierici e i laici di tutte le diocesi del Patriarcato di Mosca in Europa occidentale, comprese le diocesi dell’Esarcato patriarcale dell’Europa occidentale, le diocesi della Chiesa russa fuori dai confini e l’Arcidiocesi, sono chiamati a una fruttuosa cooperazione.
Il perfezionamento canonico della presenza in Europa occidentale del Patriarcato di Mosca, rappresentato oggi da diverse strutture ecclesiastiche, esige di proseguire la discussione con la partecipazione di tutte le parti interessate.
Ringraziando Dio longanime e ricco di misericordia per il dono della gioia della pace e dell’unità ecclesiale, che costituisce una solida base per la continuità dell’Ortodossia di tradizione russa in Europa occidentale, invochiamo sull’eminente Arcivescovo Giovanni di Dubna, sui chierici e sui laici dell’Arcidiocesi delle parrocchie di tradizione russa in Europa occidentale la benedizione della Santa, Consustanziale, Vivificante e Indivisibile Trinità, il Padre senza principio con il suo Figlio Unigenito e lo Spirito consolatore onnipotente. Amen
+Cirillo
Patriarca di Mosca e di tutta la Russia

Testo della Carta patriarcale in francese: Gramota.pdf
Originale della Carta patriarcale in russo: Gramota.pdf
Testo della Carta patriarcale in inglese: Gramota.pdf
Testo della Carta patriarcale in tedesco: Gramota.pdf
